domenica 23 settembre 2007

VI Forum Sociale Mondiale a Nairobi


Si è aperto a Nairobi il VI Forum Sociale Mondiale, è la prima volta in Africa che si tiene, segno dell'importanza che questo martoriato e sfruttato continente sta assumendo per l'intero pianeta (fra le altre cose, che piaccia o no ai puristi e ai razzisti di varia risma, è da lì che proveniamo TUTTI qualunque sia il nostro attuale colore di pelle e il nostro credo). Quest'iniziativa non devo certo evidenziarla io misero blogger perchè sappiamo tutti l'importanza che riveste e le speranze (per chi vive di speranze) che fa nascere, ma non posso sottacere la veste di commericalità che è diventata. Ormai ci vanno tutti è diventata una vetrina in cui governi, ong, onlus e movimenti politici fanno a gara per esserci poi una volta finita.... tutto come prima o quasi. Ci vorrebbe ben'altro per mutare i destini del III° e del IV° mondo (sia esterno all'occidente che interno), ci vorrebbe spezzare il sistema dei monopoli e dei brevetti, per esempio, dei farmaci in modo che intere popolazioni si possano salvare e curare dall'HIV e da altre malattie, ci vorrebbe far arrivare acqua a tutti, ci vorrebbe che il FMI e la Banca Mondiale smettano, in cambio di soldi ad interesse alto, di chiedere aperture di mercati a paesi che non sono in grado di sostenere l'impatto della competizione internazionale e la privatizzazione di servizi essenziali che impoveriscono ulteriormente le popolazioni. Per quanto mi riguarda riprendo le parole di Padre Zanotelli, che di Africa e miseria se ne intende perchè ci ha vissuto in mezzo per anni condividendone le tragedie e le miserie, che affermò a proposito del nostro sentirci in colpa per il nostro "benessere" che non lo dovevamo essere perchè la loro miseria non era colpa nostra (intendo noi singoli cittadini occidentali) ma colpa del sistema internazionale di controllo delle risorse e dei mercati da parte di poche multinazionali e di governi collusi con essi per il quale e contro esso "noi" potevamo fare ben poco se non atuare forme di azione del genere non andare in banche che finanziano il commercio di armi per esempio o scrivere al Sindaco della nostra città e chiedergli se la Tesoreria comunale era gestita da banche che facevano parte di quel circuito ecc. Ben poca cosa ma un granellino nell'ingranaggio lo infilavano e se lo avessimo fatto tutti un piccolo effetto ci sarebbe stato. Anzi, manco a dirlo fu profeta in patria, noi potevamo ritrovarci nelle stesse condizioni "africane" (con le dovute proporzioni) quando avrebbero iniziato le privatizzazioni e allargato la forbice fra pochi ricchissimi e molti impoveriti o sul procinto di diventarlo: devo riconoscergli che ebbe ragione, anche nel nostro paese e con i governi che ritroviamo sta avvenendo esattamente questo
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