domenica 23 settembre 2007

Malasanità o malaitalia?

Sono stufo di sentire parlare di malasanità, malapubblica amministrazione, mala questo o mala quello, in realtà è l'Italia che è "mala" dal 1980 ad oggi è stato tagliato per il 70% il cosiddetto welfare e la sanità ne fa parte: da allora in poi si taglia e poi si taglia ancora, è vero ci sono delle cose malgestite, tangenti, appalti, giochini politici, e molto altro ancora ma è l'Italia ad essere tagliata violentemente ed aprioristicamente solo perchè i vari ragionieri che si sono succeduti negli anni hanno "fatto" il loro mestiere: tagliare. A tutti i costi, e nonostante che la Costituzione parlasse in termini molto diversi, e dovunque. E' chiaro che quando riduci all'osso (affami la bestia, come dicono i liberisti) poi i lati negativi sono i primi a saltare fuori: in realtà in un paese civile non ci dovrebbe essere la classe politica e dirigente che ci ritroviamo e i gestori delle ASL ne sono diretta emanazione. Una cosa però la voglio dire, come mai laddove le ASL non hanno "esternalizzato" la Sanità va meglio? Allora è vero che il privato non va, qualcuno mi deve sempre spiegare come fa il privato, con un'appalto in economia di costi, a guadagnarci se deve restare in ambiti ristretti? e chi glielo fa fare ad investire senza contributo pubblico (come avviene in Lombardia dove si la Sanità privata è pari a quella pubblica ma è tutto nell'ambito dei soldi publici non della tasca dei privati). O il disegno è un pò diverso, rendere un pò alla volta (ma dirlo mi sembra anche ovvio) "sconveniente" quella pubblica per applicare, prima sotto traccia e poi quando il guaio è fatto apertamente, il principio di stile americano dove c'è una disastratissima sanità pubblica (giusto per i morti di fame) c'è n'è una privata che se non hai l'assicurazione puoi anche morire lì in terra che nessuno ti aiuta? Si sa bene che quando un politico (di qualunque linea politica sia) lancia una denuncia forte su un problema è essattamente allora che a noi cittadini dovrebbero suonare i campanelli di allarme dato che "gatta ci cova" Edelman spiega bene questo meccanismo: Quando si lancia una questione non è per risolverla ma perchè si cercano due scopi, uno è l'immagine di "far qualcosa di attivo" per il problema in questione senza però mettere in discussione il sistema, l'altro è che la soluzione la si ha già in tasca ed è spesso un rimedio che si dimostra spesso peggiore del male ad esempio un ritorno allo Stato di parte della gestione sanitaria con tutto quello che ne consegue in un paese come il nostro dove si guarda la bilancio in pareggio e non al benessere dei cittadini. Barile in un manuale di diritto pubblico (manuale capito?) diceva che ci sono servizi essenziali per i cittadini che un privato, che è proteso alla logica del profitto non del servizio, non potrà mai gestire e che solo uno Stato può farlo perchè per dinamiche proprie è sempre in perdita ed uno di questi io l'individuo proprio nella sanità dove abbiamo una materia che ha a che fare con la salute non con i soldi, piuttosto è un problema di gestione dei fondi che presupporrebbe oculatezza e onestà ma questa è un'altra storia e non è tipicamente italiana............................
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