domenica 23 settembre 2007

Illusione e realtà....


La televisione belga qualche giorno fa diede la notizia che il Belgio si sarebbe scisso in due unità e con il supporto di filmati (di repertorio con annesse interviste) e vari collegamenti ha alarmato l'intero paese. Bene, l'89% della popolazione ci ha creduto e davvero ha "vissuto" l'evento, ci sono precedenti a cominciare da Orson Welles che in diretta radio fece credere agli americani di essere stati invasi dagli alieni venuti da marte. E' l'esempio più classico di come un media riesca a influenzare la percezione della realtà delle persone, i tecnici lo chiamano "costruzione del problema" ed è la dimostrazione di come noi media-dipendenti siamo assuefatti ad essi e ci "beviamo" tutto quello che dice. Di solito noi abiamo una percezione della realtà che si basa sulla propria visione del mondo sulla quale immettiamo quello che ci viene dalle realzioni ed interrelazioni con altri simili (soprattutto affini per visione ed ideologia) della stessa comunità; su esse, fin da quando sono stati "inventati" i media (giornali, tv radio, web ecc.) la visione si è ampliata moltissimo ed un diluvio d'informazioni ci si è riversato addosso nel 90% dei casi frastornandoci a tal punto che nel 70% dei casi c'è il rifuto ed il conseguente riflusso all'indietro (in tutti i campi dalla politica all'informazione in senso stretto), verso forme meno invasive di comunicazione. Ciò comunque ha comportato una distorsione della realtà e della sua percezione che ancora una volta, se ma ce ne fossero dubbi, ha dimostrato come siamo influenzabili e viviamo la realtà non più attraverso le "nostre" percezioni ma quelle di altri: se ce ne fosse ancora bisogno di dimostrazioni il Belgio è stata la vera prova del 9 di come siamo preda non solo della notizia scritta ma, appunto, nella società dell'immagine dell'immagine televisiva. Non mi meraviglia, quindi, che nel nostro paese così povero di strumenti culturali generalizzati ci siano persone (assoutamente normali sotto tutti i punti di vista) che crdono davero che i comunisti governino l'Italia e che in Cina gli stessi comunisti "bolliscano" i bambini per mangiarli. Un'altro esempio è quando si sente qualche politico che parla di fatti, problemi e soluzioni: in realtà i "veri" problemi non vengono mai affrontati direttamente ma rimangono sullo sfondo mentre invece quello su cui si dibatte sono gli effetti e le soluzioni sono già in mente a chi li evidenzia e ce li mostra come fatti. Ci sono branche della comunicazione politica e dell'analisi del linguaggio politico che si occupano di questi aspetti e li svelano, il problema è che non a tutti piace leggere e non a tutti piace scoprire che sono presi in giro: la disillusione sarebbe fortissima, da far crollare in un attimo interi sistemi
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