domenica 23 settembre 2007

Pier Giorgio Welby non è più fra noi


(fonte: http://canali.libero.it/affaritaliani/cronache/welbymorto2112.html )Welby è morto, il decesso ha messo fine alla sofferenza prolungata che ha vissuto in prima persona fino a spingerlo a chiedere di fare una morte dignitosa con il distacco del respiratore in sedazione. La sua battaglia è stata nobile ma si è scontrato con l'oscurantismo di una ideologia che ormai difende l'indifendibile solo per riaffermare il principio che non siamo proprietari del nostro corpo e che non possiamo disporne come vogliamo giacchè esso sarebbe un "dono". Il mio augurio è che la battaglia da lui iniziata e portata avanti con tanto coraggio altri la continuino in nome della libertà individuale e del diritto (costituzionalmente garantito ma non legiferato a dovere come affermato dai giudici) della persona ad una vita dignitosa e aggiungo io ad un morte dignitosa e non fra le sofferenze. La miopia di cui è stato oggetto dovrebbe far riflettere tutti noi su come la laicità della società e dello Stato sia in pericolo quando una minoranza (la maggioranza degli italiani erano a favore della richiesta di Welby) impone a tutti gli altri il proprio modo di vedere e di pensare senza che nessuno appartenente alla politica (per calcolo politico) intervenga seriamente a delimitare l'ingerenza di essa e a ricordare che credenti o meno, laici o cattolici, cittadini italiani e autorità devono avere sempre davanti la vera base della società moderna: la libertà. Senza essa non esiste tutto il resto, e Welby ha dimostrato che essa è in pericolo, in grave pericolo.Addio Welby, riposa in pace.....
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