domenica 23 settembre 2007

Privatizzazione dei servizi e terziario sociale

Nell'era liberista, all'italiana, la privatizzazione dei servizi e del terziario sociale è ormai una realtà. Oltre a Enel e telefoni (privatizzazione per modo di dire di sicuro a danno degli utenti) l'acqua ormai è preda delle multinazionali del settore che grazie alle società miste impongono tariffe da scandalo con la scusa del milgioramento del servizio mentre invece la situazione degli acquedotti italiani è tale che circa il 40% di essa va persa per le deficienze e la vecchiaia degli stessi. dove sono li investimenti in ammodernamenti? La cosa certa è che le proteste contro i Consorzi si basano tutte sull'esosità delle tariffe e sulla scarsa efficienza dei servizi dati peggiori di quando l'acqua era pubblica (già come per le Ferrovie si bada agli aumenti delle tariffe senza tener conto dei servizi dati salvi fatti gli stipendi d'oro dei dirigenti, mentre è ormai comprovato che quando erano pubbliche esse erano più sicure e più veloci di ora.... sic). L'ultima frontiera è la privatizzazione del terziario sociale che grazie ai tagli agli enti locali (mirati a ridurre le spese per consulenze esterne e quelle folli delle iniziative spesso fini a se stesse sotto elezioni e di pura visibilità politica) che puntualmente sono invece scaricate sul sociale. In Toscana nella provincia di massa carrara ad esempio alcuni comuni stanno dando in gestione a privati (o presunti tali) tale gestione soprattutto per quanto riguarda il cosiddetto "aiuto alla persona" in situazione di gravità (ex art.9 legge 104/92 e successive modificazioni ed integrazioni); ora il problema, (come per le altre privatizazioni vedi acqua il privato deve quantomeno non spendere di tasca propria il denaro ricevuto attraverso la gestione e risparmiare i fondi da gestire possibilmente scaricando sull'utenza i costi) è che le prime problematiche sono venute fuori perchè anzichè accettare l'ISEE costoro ptretendono attraverso un questionario di sapere informazioni private che con l'ISEE non hanno nulla a che vedere (tipo non la situazione economico-familiare ma il conto corrente o l'eventuale libretto di risparmi dove è aperto e con quale istituto che non cosa c'entri con l'ISEE), perchè per legge è l'ISEE che determina se l'aiuto è concesso meno non cosa ne faccio dei soldi e dove li deposito: ciò credo che sia una violazione della privacy e molti genitori stanno rifiutando di consegnarlo rinunciando a quello che è un diritto riconosciuto dallo Stato e facendo un favore a chi ha effettuato i tagli che viene spronato a farne ancora. Si può capire che che la riduzione dei servizi in seguito a tagli sia necessaria ma che la si scarichi sul sociale mentre invece erano mirate alla riduzione delle consulenze esterne questo no: anche perchè pur se si da il sociale al privato esso per prima cosa ci deve guadagnare e seconda cosa deve far risparmiare soldi all'ente erogante, non in una visione di investimenti a favore della diversità ma solo nel mantenere l'attuale livello irrisorio degno di un paese del quinto mondo e non di un paese civile e avanzato quali ci sono intorno a noi (non parlo di norvegia e altri paesi scandinavi) e da cui siamo lontani anni luce mentre siamo vicinissimi all'impero americano dove il sociale è tutto privato (oltre al resto) e si limita al liberismo compassionevole, o giù di lì, ma non certo a inserire "validamente" un diversamente abile nella società e farne un cittadino pari agli altri.Grazie ai governi dal 1990 in poi, incluso questo che c'è ora, invece la tendenza è sempre stata la riduzione all'osso e ora ci sono riusciti: BRAVI, ma la parola vera è VERGOGNATEVI per fare le spese folli delle consulenze e delle inizitive fine a se stesse avete distrutto quel minimo di diritti acquisiti a persone che nonostante la prosopopea sulla parità sono invece i più colpiti ed emarginati.
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