domenica 23 settembre 2007

I veri partiti: Confindustria e OO.SS.

Lo scontro fra Confindustria e Ministro Padoa Schioppa è significativo dell'aria che tira oggi, a mio parere la Confindustria non si dovrebbe lamentare perchè ha avuto fondi (diretti e indiretti) come forse mai prima - come più volte detto in questo blog - eppure i siluri che partono danno l'impressione che o non bastino o non si voleva di più. Già perchè temo che questo è il problema, nel nostro paese l'industria (pubblica e privata) è vissuta mungendo la mucca dello Stato (a suon di fondi, sgravi, cassa integrazione, ecc.) al riparo della concorrenza e di influenze del mercato dei cambi attraverso la svalutazione della vecchia lira. Invece con l'avvento dell'euro le cose sono un pò cambiate e, nonostante i continui aiuti statali e le leggi di maggior favore (che fra l'altro impediscono il vero mercato libero tanto decantato ma temuto) consentendogli di fare profitti mai visti prima pur continuando a non reinvestirli in ricerca privata nè aumentando l'occupazione. Ha ragione il Ministro nel dire che il Governo è stato generoso e che si comportano più da partito che lobby d'interesse? Si, (in parte anche perchè dall'altra parte anche le OO.SS., specularmente hanno la stessa influenza e forza d'impatto) ma non ci si può lamentare se si è fatta la scelata dei partiti leggeri e della politica di basso respiro è chiaro che emergono interessi di parte e corporativi e per quanto riguarda gli industriali che da bravi capitalisti il primo obiettivo è la finanziariazzazione dei profitti (non reinvestiti) e la socializzazione delle perdite d'impresa contemporaneamente all'espulsione della manodopera nel nostro paese e alla delocalizzazione delle strutture laddove essa costa meno. Con questa prospettiva è chiaro che il liberismo all'italiana ha da ridire se in una finanziaria c'è qualche elemento di equità e ridistribuzione del reddito e si nasconde la mano che ha incassato il cuneo fiscale quasi indiscriminato che è vero sarebbe solo una boccata d'ossigeno ma in una società liberista non di dovrebbero essere aiuti statali, ma pagare le tasse, tutte, imposte dallo Stato, avviene all'Estero perchè qui no? perchè qui manca la politica, quella con la P maiuscola, che sa imporre le propie scelte alle corporazioni e a i gruppi d'interesse via contrattazione/concertazione ma alla fine decidendo. Ma questo naturalmente avviene in uno Stato che sia tale e non in uno che è preda degli interessi particolarihttp://www.liberazione.it/notizia.asp?id=4057
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